Adamo De Tremblay

Adamo De Tremblay Ci piace vivere vite che non avremo mai, raccontarci nelle parole, confessare quello che abbiamo dentro, mettere in fila la nostra esistenza come fosse fatta di noccioline. Il nostro cuore è stretto in catene mentre cerchiamo sollievo nel vino. Giochiamo a fare quello che non sappiamo, circondandoci di cose belle. Siamo umani, dopotutto, e ogni attimo trascorso è parte di noi.

"Sì, fu un periodo terribile per quegli oggetti assenti, immersi nel sonno. Accadeva che petali di rosa aliassero via da libri che una mano maldestra aveva aperto bruscamente, e fossero calpestati; c’era chi afferrava piccoli, fragili oggetti e dopo averli rotti li rimetteva subito a posto, in fretta; ne nascondeva altri tra le tende o li gettava dietro il traliccio dorato del parafuoco. E di tanto in tanto qualche cosa cadeva, cadeva sul tappeto, cadeva sonora sul duro parquet, ma si rompeva qua e là, si spaccava di schianto o si spezzava quasi senza suono, perché quegli oggetti, viziati com’erano, non reggevano a nessuna caduta."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"[…] il desiderio di avere una propria morte si fa sempre più raro. Ancora un poco e diventerà raro quanto quello di avere una propria vita. Signore Iddio, ecco tutto. Si arriva, si trova una vita pronta, non si fa che indossarla. Si vuole partire o vi si è costretti: niente sforzi. Voilà votre mort, monsieur. Si muore come capita; […]"

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"Ma la donna, la donna: era sprofondata tutta in sé, in avanti, nelle sue mani. Era all’angolo di Notre-Dame-des-Champs. Appena l’ebbi vista, cominciai a camminare più piano. Quando i poveri pensano, non bisogna disturbarli. Può darsi che trovino."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

Perché non provi a fare un selfie con un revolver?!

"Aspettando il vento" di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia

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Brindisi-Italia, 21 agosto 2014.

[…]

Il giorno prima eravamo stati a Carovigno. Una piazzetta bianca questa volta. I bambini della case intorno hanno cominciato a girarci intorno da quando siamo arrivati per montare. Giocavano a nascondino dietro il palchetto e tra le sedie impilate. Poi qualcuno è stato portato via dal papà proprio un attimo prima di cominciare il racconto. Poveretti. Era Aspettando il vento e per la prima volta eravamo ospiti della rassegna estiva del Comune della Riserva naturale dove viviamo e lavoriamo da più di quindici anni. Questa replica poteva entrare nella storia perchè tra permessi per la sicurezza e siae rischiavamo di dover pagare per fare lo spettacolo. E’ stato bello e Marzia, il nuovo assessore alla cultura, ha detto che è incredibile che facciamo queste cose e nessuno ci aveva mai invitato a farle lì. Accadono cose molto peggiori, pensavo. Potrebbe essere il minimo questo. La terra, così si chiama il centro storico di Carovigno, è stato accogliente. Una signora a fine spettacolo ha detto: ma tu meriti piazze ben migliori di questa!

[…]

Aspettando il vento" [X] è uno spettacolo meraviglioso. Un po’ di sano teatro che in una serata estiva, e lievemente ventosa, tiene compagnia “alla vecchia maniera”: raccontando una storia.

È una storia di amore e piume, di creature grandi quanto ciliegie che sfidano le tempeste, di cuori alati capaci di viaggiare instancabilmente tra i poli – di distanze nel cielo che ricongiungono e non separano. È la storia dei cambiamenti soffiati dalla tramontana e dallo scirocco, di chi c’è ancora e di chi non c’è più, di volte stellate e di cieli negli specchi d’acqua.

Per chi ha le ali e aspetta il vento per volare, perché ce l’ha scritto dentro. Per chi resta a proteggere ciò che ama e aspetta il vento per sognare. Per tutti quelli che credono nel ritorno.

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Aspettando il vento”, uno spettacolo di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia. Interpretato e costruito da Luigi D’Elia. Regia di Francesco Niccolini e Fabrizio Pugliese. Musiche originali di Alessandra Manti.
Spettacolo integrale sulla pagina dell’attore: https://www.youtube.com/watch?v=yK122C8t9x4

"Ma non voglio più scrivere lettere. Perché debbo dire a qualcuno che sto cambiando? Se cambio, non sono quello che ero, e se sono qualcosa di diverso da prima, è evidente che non ho più conoscenti. E a estranei, a gente che non mi conosce, non mi è possibile scrivere."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"Da qualche parte un vetro cade tintinnando, sento ridere i frammenti più grandi, le schegge piccole ridacchiano."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"Il bambino dormiva, la bocca era aperta, respirava jodoformio, pommes frites, paura. Era così, ecco. Essenziale era vivere. Questo era l’essenziale."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"Bene, è dunque qui che la gente viene per vivere, ma io penso che si muoia, qui, invece."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

Oggi, 20 agosto, grazie a un gradito regalo di compleanno arrivato inaspettatamente dopo mesi, ho fatto sea watching nella zona protetta della nostra meravigliosa riserva marina.

Quale migliore occasione per festeggiare i centoventiquattro anni dalla nascita di Howard Phillips Lovecraft? Il genio la cui penna ha unito gli abissi degli oceani con quelli dei più remoti angoli dell’Universo.

Durante l’escursione subacquea non siamo stati capaci di trovare né polpi, né seppie – neanche seguendo gli sguardi vacui degli sciarrani. Saranno andati tutti a R’lyeh per festeggiare il compleanno del Maestro…