Adamo De Tremblay

Adamo De Tremblay Ci piace vivere vite che non avremo mai, raccontarci nelle parole, confessare quello che abbiamo dentro, mettere in fila la nostra esistenza come fosse fatta di noccioline. Il nostro cuore è stretto in catene mentre cerchiamo sollievo nel vino. Giochiamo a fare quello che non sappiamo, circondandoci di cose belle. Siamo umani, dopotutto, e ogni attimo trascorso è parte di noi.

Lo scrittore (L’ultimo dei Nobraino) - Nobraino

Serve l’amore
per scrivere miliardi di poesie
piene di rose e di tutte quelle altre smancerie
analfabetiche rime senza originalità.

Serve l’amore a rendermi ridicolo per te.

E suonano alla porta,
sì, ma non mi importa, scuocerò la pasta, brucerò il caffè.
Voglio stare qui a crearti, a disegnarti, ad affogarti nell’inchiostro delle rime e dei cliché.

(Fonte: Spotify)

"Quindi scrivete, leggete e scrivete; dedicate a lettura e scrittura parte delle vostre giornate. Prendete appunti, trasformateli in racconti; tenete un diario. Usate la lingua per indagare il mondo. Non c’è nulla di alchemico in tutto questo, lo scrittore non è uno sciamano: è un artigiano. Per migliorare andate a lezione dai grandi maestri smontando i loro libri e se questo non basta cercatevi delle persone con cui discuterne: circoli di lettura, incontri con gli autori, o anche solo le vostre librerie: andate a parlare con il vostro libraio. Lasciate che le parole abitino e trasformino la vostra vita. Coltivatele. Quello che riceverete in cambio è una straordinaria sensazione di libertà."

Fabio Geda

"Quando leggeva era molto lontana, non so se fosse nel libro; poteva leggere per ore voltando raramente le pagine, e avevo l’impressione che sotto il suo sguardo le pagine diventassero sempre più piene, quasi vi vedesse parole in più, certe precise parole che non c’erano e di cui aveva bisogno."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"«Nella vita non ci sono classi per principianti, quella che ti chiedono subito è sempre la cosa più difficile»."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"Oh madre: oh tu Unica, che ha sbarrato tutto questo silenzio, una volta, nell’infanzia. Che lo prende su di sé, che dice: non temere, sono io. Che ha il coraggio d’essere tutta la notte il silenzio per colui che ha paura, che viene meno dalla paura. Accendi una lampada, e già il rumore sei tu. E la sollevi davanti a te e dici: sono io, non temere. La deponi piano e non c’è dubbio: sei tu, sei tu la luce intorno agli oggetti cari e consueti che sono lì, senza sottintesi, buoni, semplici, chiari. E se qualcosa sulla parete rende inquieti o si sente un passo sulle assi: tu sorridi soltanto, sorridi, sorridi trasparente su un fondo chiaro al volto ansioso che ti scruta come se facessi tutt’uno in intesa segreta con ogni sussurro, puntuale con esso e d’accordo. Eguaglia una potenza questa tua potenza nel dominio terrestre? Vedi, i re sono distesi, lo sguardo fisso, e il menestrello non riesce a distrarli. Sul seno adorato dell’amata li invade il ribrezzo, li fa tremanti e svogliati. Ma arrivi tu e tieni il mostro dietro di te e gli stai tutta intera davanti; non come una cortina che possa essere sollevata da una parte o dall’altra. No, come se l’avessi oltrepassata al grido di chi aveva bisogno di te. Come se tu avessi sopravanzato di molto quello che può accadere, e sulle spalle portassi solo il tuo slancio, il tuo eterno cammino, il volo del tuo amore."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"«La mia cetra si è mutata in duolo, e il mio zufolo in pianto»."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"Qualcuno mi buttò sugli occhi una manciata di coriandoli, che bruciò come una frustata."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"Talvolta passo davanti a piccoli negozi, in rue de Seine, per esempio. Commercianti di roba vecchia e piccoli librai antiquari o venditori di acqueforti, con vetrine ricolme. Mai nessuno che entri, fanno di certo pochi affari. Ma se si guarda dentro li si vede seduti, seduti a leggere tranquilli; non si preoccupano del domani, non si angustiano per riuscire a vendere, hanno un cane che siede davanti a loro ben disposto o un gatto che rende ancora più grande il silenzio strofinandosi lungo le file dei libri, come per cancellare i nomi dai dorsi.
    Ah, se questo bastasse: a volte vorrei comperarmi una di quelle vetrine piene e sedere là dietro, con un cane, vent’anni."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"I miei vecchi mobili marciscono in un granaio in cui mi hanno permesso di metterli, e io stesso, sì, mio Dio, io non ho un tetto sopra di me, e mi piove negli occhi."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"Ma i versi, ahimè, significano così poco, se scritti presto. Si dovrebbe aspettare a farne, raccogliere saggezza e dolcezza per una vita intera, una vita lunga, se possibile, per riuscire forse, alla fine, a scrivere dieci righe che sono buone. Perché i versi non sono, come si crede, sentimenti (che si hanno abbastanza presto) – sono esperienze. Per un solo verso bisogna vedere molte città, uomini e cose, bisogna conoscere gli animali, bisogna sentire come volano gli uccelli, e sapere i movimenti con cui i piccoli fiori s’aprono al mattino. Bisogna poter ripensare a cammini in contrade sconosciute, a incontri inattesi, e ad addii che si vedevano da tanto in arrivo, a giorni dell’infanzia ancora inesplicati, ai genitori che dovevamo amareggiare quando ci portavano una gioia che non capivamo (era una gioia per un altro…), a malattie infantili, che cominciavano in modo così singolare, con mutamenti tanto gravi e profondi, a giorni in stanze quiete e raccolte, e a mattini sul mare, al mare, ai mari, a notti di viaggio che frusciavano via alte e volavano con tutte le stelle – e non è ancora abbastanza, bisogna avere ricordi di molte notti d’amore, nessuna uguale all’altra, di grida di donne con le doglie e di bianche, lievi puerpere addormentate, che si chiudono. Ma occorre anche essere stati vicino ai moribondi, essere stati seduti accanto a dei morti nella stanza con la finestra aperta e i rumori che entrano a folate. E non basta neppure avere ricordi. Bisogna saperli dimenticare, quando sono molti, e attendere, bisogna avere la grande pazienza di attendere che tornino. Perché neppure i ricordi sono ancora esperienze. Solo quando essi diventano in noi sangue, sguardo, gesto, anonimi e indistinguibili da noi, soltanto allora può succedere che la prima parola di un verso, in un’ora rarissima, s’alzi ed esca dal loro centro."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

Ma i miei versi sono nati altrimenti, dunque non sono versi…