Adamo De Tremblay

Adamo De Tremblay Ci piace vivere vite che non avremo mai, raccontarci nelle parole, confessare quello che abbiamo dentro, mettere in fila la nostra esistenza come fosse fatta di noccioline. Il nostro cuore è stretto in catene mentre cerchiamo sollievo nel vino. Giochiamo a fare quello che non sappiamo, circondandoci di cose belle. Siamo umani, dopotutto, e ogni attimo trascorso è parte di noi.

"Ho viaggiato tanto da solo per non relazionarmi, tutta quest’ansia di verbalizzare non la capisco. Sei davanti al Taj Mahal e che dici all’altro? “Bellissimo”. C’è bisogno? Meglio godersi quella visione da solo, senza commenti."

Intervista a Dario Argento

Mezzo secondo

Agosto. Due giorni prima delle ferie. Devo andare a lavorare. Sono di fretta. È tardi. Metto l’asciugacapelli nel mobiletto. Chiudo l’anta in vetro. La cerniera cede. L’anta precipita. Il vetro impatta col pavimento. Illeso.
Mezzo secondo.
Diviene polvere e lame acuminate. La mia coscia, con arteria femorale annessa, è proprio lì, a qualche centimetro di distanza. Illesa.

Venti minuti fa. Lavo i piatti. Ancora un po’ e poi si  passa la serata a guardare serie televisve. C’è qualcosa sul lavello. È nera. Non capisco. La tocco. Non capisco. Mi avvicino. Sembra un pesciolino d’argento. Mi faccio più vicino. La testa è sotto la mensola dei piatti. Continuo a non capire: c’è troppa schiuma. Fanculo, chi se ne frega. Mi rialzo. Sono eretto.
Mezzo secondo.
La mensola dei piatti cede. Pentole, padelle, piatti precipitano dove prima c’era la mia testa. Finiscono nel lavello. Un piatto piano si è fatto schegge. La mia testa è ancora lì, salda sul collo.

"Ero anche euforico, era una strana depressione: organizzavo proiezioni nella mia stanza, venivano persone, uscivo la sera. Ma quando tornavo ero solo con me stesso, e i fantasmi cominciavano a perseguitarmi."

Intervista a Dario Argento

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Luigi D’Elia <luigi.delia@cooperativathalassia.it>
9 ott (9 giorni fa)
a Annalisa, Enrico, Cosimo, Clara, Antonio, Elisa, Angela, Giancarlo, SilviaCivilla, Isa, Domenica, Enrico, Rossella, Anna, CREST_Clara, Guido, Michele, Isa, Gianpiero, Delia, Matteo, Ivano, Franco, Franco, Gaetano

 …da un giorno all’altro smetti di aprire il teatro e ti metti a cercare lenzuola per fare gli striscioni. Strana la vita, vero? La cosa che fa più rabbia è l’energia che quelli del potere ti fanno disperdere al vento. E allora non ladisperdiamo. Facciamo che almeno diventi un pugno. Andiamo avanti e martedì siamo a Bari, sotto il palazzo della Regione Puglia. Ho trovato grazie ad un amico artista un modo bellissimo per fare fischietti ad acqua. Lacosa bella è che l’acqua si sente e si vede. L’idea è che prima ci mettiamo a costruirli, poi li suoniamo insieme come un concerto. Poi qualcuno comincia a metterci dentro gocce nere. Silenzio, uno dietro l’altro. Fino a zero. Questo sarà il CONCERTO PER ACQUA E VENTO martedì mattina a Bari sotto la Regione. Abbiamo chiesto la chiusura del traffico. Per difendere la bellezza. Da lontano le lotte sembrano folli, lo so. Da vicino bruciano. E’ questo che ci fotte a noi: che svegli solo quando sei già ustionato.
In sintesi: residenti, artisti e amici del TPP che fate martedì mattina? Ce l’avete uno striscione TEATRI ABITATI? Potrebbe servire prima o poi, no? Un abbraccio caldissimo! Luigi

Torre Guaceto - 9 ottobre h 14.00. Siamo in Zona A. La foce del Canale Reale che porta la fogna in Riserva fa rumore come un impianto industriale. C’è odore di bucato e lavanderia nell’aria. L’acqua è scura. Lontano Torre Guaceto è bellissima.

Luigi D’Elia <luigi.delia@cooperativathalassia.it>
11 ott (7 giorni fa)
a Francesco, robertoaldorasi

ciao cari,
vi prego non mandate a cagarmi.
vendola s’è cagato sotto e ha chiesto di incontrarci prima di mesagne. succede a san vito lunedì alle 16:30 quindi lunedì il programma diventa:
- mattino teatro montaggio (ho riunione alle 12 ma per il resto sono lì se volete venire.metto la scena in modo nuovo). se volete pranziamo insieme.
- pomeriggio dalle 17: 30 sono libero quindi prove martedì bari e gramsci
mercoledì, giovedi’ e venerdì ci sono come prima
intanto oggi lunga telefonata dalla digos, pensate un pò
ciaoooo
lu
grazie della comprensione

 Luigi D’elia
15 ottobre alle ore 7.13 · Modificato ·

Ieri a Bari. Da un lato del tavolo cittadini anonimi che hanno scelto di sacrificare un giorno di ferie perché era sacrosanto dedicare mezza giornata ad una ferita che brucia. Dall’altro lato del tavolo uomini con vestiti su misura che in quel momento facevano il loro lavoro solo un pò scocciati da quattro rompicoglioni, strapagati e con un vitalizio assicurato che i rompicoglioni dall’altro lato della barricata si possono dimenticare. E’ follia. E’ surreale. Loro sono pagati da noi per essere al nostro servizio. Per fare il bene di noi e del territorio. Noi non abbiamo chiesto di protestare. Noi stavamo LAVORANDO. Ognuno al suo pezzo di mondo. Loro, nelle ore di lavoro pagate da noi, stanno distruggendo un pezzo di mondo comune. Noi lavoriamo per costruire mondi. Loro per disperdere al vento chi costruisce mondi. Facile controllare i cittadini quando sono foglie al vento. Per questo noi saremo ALBERO. E voi lo schianto.

http://www.cooperativa-thalassia.it/Home/tabid/88/aid/61/Default.aspx

Per fortuna che, alla fine, ritornano sempre le tenebre e il gelo; i mostri sotto al letto a tenerci compagnia, i dèmoni nella testa con le loro nenie, i fantasmi interiori a farci da coperte contro la nebbia. I nostri corpi sono come il complesso sistema di alambicchi dell’alchimista: ricettivi a quelle impercettibili vibrazioni che vagano per il Tutto, capaci di distillarle – tra muscoli, organi, nervi – per produrre gocce in grado di lasciare una traccia.

"Non voglio raccontare nulla di te, Abelone. Non perché ci inganniamo a vicenda: anche allora tu amavi Uno che non hai mai dimenticato, Amore, e io: tutte le donne; ma perché con le parole si può solo sbagliare."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

"E allora venne una di quelle malattie destinate a provarmi che questa non era stata la mia prima esperienza. La febbre frugrava in me cavando dal profondo esperienze, immagini, fatti che avevo ignorato; steso sul letto, ero seppellito sotto me stesso, e aspettavo il momento in cui mi avrebbero ordinato di stivare di nuovo dentro ogni cosa, ordinatamente. Cominciavo, ma tra le mani tutto cresceva, s’ingarbugliava, diventava eccessivo. Allora l’ira mi afferrava e buttavo tutto dentro di me alla rinfusa, comprimendolo; ma sopra non riuscivo più a chiudermi. Ecosì gridavo, semiaperto com’ero, gridavo e gridavo."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke

Lo scrittore (L’ultimo dei Nobraino) - Nobraino

Serve l’amore
per scrivere miliardi di poesie
piene di rose e di tutte quelle altre smancerie
analfabetiche rime senza originalità.

Serve l’amore a rendermi ridicolo per te.

E suonano alla porta,
sì, ma non mi importa, scuocerò la pasta, brucerò il caffè.
Voglio stare qui a crearti, a disegnarti, ad affogarti nell’inchiostro delle rime e dei cliché.

(Fonte: Spotify)

"Quindi scrivete, leggete e scrivete; dedicate a lettura e scrittura parte delle vostre giornate. Prendete appunti, trasformateli in racconti; tenete un diario. Usate la lingua per indagare il mondo. Non c’è nulla di alchemico in tutto questo, lo scrittore non è uno sciamano: è un artigiano. Per migliorare andate a lezione dai grandi maestri smontando i loro libri e se questo non basta cercatevi delle persone con cui discuterne: circoli di lettura, incontri con gli autori, o anche solo le vostre librerie: andate a parlare con il vostro libraio. Lasciate che le parole abitino e trasformino la vostra vita. Coltivatele. Quello che riceverete in cambio è una straordinaria sensazione di libertà."

Fabio Geda

"Quando leggeva era molto lontana, non so se fosse nel libro; poteva leggere per ore voltando raramente le pagine, e avevo l’impressione che sotto il suo sguardo le pagine diventassero sempre più piene, quasi vi vedesse parole in più, certe precise parole che non c’erano e di cui aveva bisogno."

I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke